FINITE LE VACANZE SI TORNA IN PALESTRA!

TUTTI IN PALESTRA!!

Le vacanze son finite,

non sono state ne lunghe ne brevi, forse neppure vacanze, ma ciò che davvero resta sono i ricordi vividi delle serate in compagnia, delle cene con gli amici, degli happy hour sul mare, se non le serate tra disco e drink che tanto ci hanno fatto sognare e divertire!

Ma siamo sicuri che a restare siano solo questi ricordi?

Ci illudiamo di crederlo, ma le illusioni terminano allorché dinanzi allo specchio una mattina di un lunedì qualunque ci guardiamo e vediamo di nuovo i rotolini affiorare dalla magliettina, il primo impulso ci dice ora basta!

Quest’anno palestra nuoto e running, poi la vicina vocina che sempre ci accompagna, ci fa notare che ogni anno a settembre ci impegniamo in questo andirivieni motorio, per poi puntualmente dissipare tutto questo faticoso lavoro nel giro di due settimane d’estate.

A questo punto lo sconforto ci assale e iniziamo a cercare cure e diete che senza una minima fatica ci facciano perdere quei chili in eccesso.

Ci affidiamo ai maghi che in 10 giorni ci faranno perdere 7 kg, se non peggio ancora alle pillole miracolose a base di quell’alga tanto famosa in quel paese tanto lontano che da noi viene boicottata dalle industrie farmaceutiche – tema che molto somiglia a quello sui vaccini proposto dal governo per anni sul suo blog – perché così innovativa che farebbe crollare il mercato farmacologico.

Evitiamo chi con toni trionfalistici o superlativi ci propone miracoli, i miracoli non si fanno e tutto quello che otteniamo lo otteniamo solo grazie a sforzi e sacrifici.

Iniziamo a credere a ogni buffonata che ci viene proposta soltanto per non voler ammettere di essere delusi da noi stessi, per non ammettere che non siamo stati in grado di mantenere gli sforzi fatti durante l’anno e essere arrivati all’inizio del nuovo anno in condizioni paritarie o peggiori dell’anno precedente dissipando – lo ribadisco – ogni sforzo fatto.

Prima che rabbia e frustrazione prendano sopravvento fate come in quel mito della caverna abbandonate le convinzioni che vi hanno fatto credere all’illusione di un corpo perfetto, iniziate a capire quale io vi piace davvero e su di esso costruite la vostra fisicità.

Tradotto in termini piu semplici?

Se davvero volete amare voi stessi non innamoratevi dell’idea che vi proviene da altri modelli,

scoprite i vostri limiti e provate a trovare i giusti equilibri, perché non si è solo di cosa ci fa apparire — il nostro fisico – ma si è anche di come ci presentiamo agli altri – la nostra mente -.

Un idea equilibrata è quella in cui corpo e psiche siano in simbiosi quindi trovate il giusto equilibrio.

Venendo or dunque all’aspetto fisico, che più compete da un tema nutrizionale, il consiglio che mi sento di darvi è:

nell’alimentazione seguite durante la settimana la stagionalità, comprate di stagione evitate lunghe cotture e se potete usate sempre pochi grassi nel cuocere gli alimenti, un cucchiaino di olio se cuocete in padella è più che sufficiente.

Per trovare una giusta dimensione alimentare, seguite i principi della piramide alimentare, quei principi tanto cari alle nostre nonne che non la conoscevano, ma che comunque grazie a essi e alla loro saggezza hanno creato le condizioni per farla arrivare fino a noi:

Un sistema di alimentazione che prevede un consumo raro di carne rossa – 1 volta la settimana – che passa a massimo di 2 di carne bianca e legumi e a più di 2 di pesce  – in tema legumi questo dimostra la non serietà di diete o regimi alimentari che sostituiscono la carne con i legumi – dando importante come consumo giornaliero il latte e l’olio ma anche la frutta e  le tanto spesso vituperate verdure.

A questo punto veniamo a dei buoni consigli da seguire:

1 – Iniziate la giornata con un buon bicchiere di latte un caffè e una fetta di pane e marmellata;

2 – Verso le 11 del mattino consumate frutta fresca, consigliando uva, fichi, pere che hanno una buona concentrazione di zuccheri sani;

3 – Bevete sempre durante tutti il giorno acqua fresca;

4 – Il pranzo scorporatelo e  iniziate palestra e attività fisica:

lunedì riso e verdure – un ora di camminata il pomeriggio

martedì pesce e insalata – nessuna attività fisica

mercoledì pasta e legumi – un ora di palestra

giovedì uova/salumi e riso – nessuna attività fisica

venerdì pesce e patate – nessuna attività fisica rilevante

sabato carne bianca e verdure grigliate – un ora di camminata

domenica carne rossa e verdure gratinate – palestra o camminata

5 – Durante il pomeriggio fate un break con spremute di frutta di stagione o centrifugati;

6 – Il pasto della cena deve essere  di facile assimilazione, quindi puntate a prodotti di facili digeribilità come pesce, riso o carni bianche.

7 – Abbinate a questa scelta alimentare, almeno all’inizio,  una blanda attività fisica in palestra, cominciate con camminate all’aria aperta tre/quattro volte la settimana.

8 – Dopo aver fatto questo per un mese aumentate l’attività passando a una corsa, riscoprirete il piacere del vivere all’aria aperta e del fare sport senza sentirne il peso.

Concludo ricordandovi che non si ottengono risultati senza impegno quindi

se iniziate un percorso simile fatelo con continuità e saggezza, ma sopratutto con rispetto verso voi stessi, conoscete i vostri limiti e rispettateli!

Non eccedete nel voler ottenere risultati subito, prendetevi i tempi giusti!

Sappiate costruire mattoncino dopo mattoncino la vostra nuova casa, il tempo farà i resto!

INTRODUZIONE AL NUOVO LIBRO

Stavolta non avevo voglia di scrivere di cultura culinaria semplicemente, avevo voglia di tornare a sognare, sognare un mondo dove il cibo fosse ricordo, e nel ricordo ci fossero le parole e le percezioni di chi ha scritto e raccontato il cibo. Non penso sarà facile bissare il successo del primo libro, tanto è che mentre scrivo questo secondo volume, penso ai tanti che hanno acquistato il primo e che per esso ora si aspetteranno altrettanta leggerezza e simpatia. Il titolo scelto non è causale, si perché se nel primo volume c’era la voglia, e perdonatemi l’ardire, l’ambizione di voler essere unici – spero sinceramente di esservi riuscito – in questo secondo volume, non so ancora se sarà anche l’ultimo, più che la voglia di essere unici c’è la voglia di raccontare l’unicità che rappresenta il cibo nella storia culturale dell’umanità. Nel fare ciò ho deciso di cambiare l’incipit di questo libro partendo da un capitolo del precedente, quel capitolo nel quale parlavo del rapporto tra il cibo e la letteratura. Sin da piccolo ho sempre amato leggere e scrivere, avevo una fame insaziabile di tutto quello che mi permetteva di viaggiare con la fantasia, di vivere con parole d’altri un sogno a volte storico altre volte fantastico. Ricordo che avevo 11 anni, anzi no 10, e lessi su un libro una poesia di trilussa, la zampana, me en innamorai così tanto che a natale chiesi a mia nonna il libro della raccolta delle sue poesie e lei me lo regalò. conservo ancora quel cofanetto con estrema gelosia, quel cofanetto mi ha aperto a un mondo che oggi voi ritrovate nei miei libri. Un mondo fatto di Grandi autori, grandi poeti grandi personaggi, storie e racconti che mi hanno influenzato perchè intrisi di sentimenti e valori giusti, storie che hanno raccontato il cibo, in varie forme letterarie, da i romanzi, alla poesia, gli strumenti linguistici utilizzati sono stati molteplici, a volte dottrinali, altre volte di puro intrattenimento, tutti, tutte, le volte redatti con lo spirito sano e sacrosanto di fare conoscenza. A roma si dice “se le cose nun le sai, salle”, facciamo un giochino proviamo a “falle sapé” a più persone possibili, perché solo una sana conoscenza rende liberi. La conoscenza è come il cibo, un cibo più è buono più la voglia di mangiarlo non ti passa, cosi la conoscenza più è genuina più il desiderio di continuare a conoscere si rafforza. Nel cibo, la bontà la fanno gli ingredienti giusti e un ingrediente è giusto se prodotto con grazia e attenzione, se lavorato con saggezza e maestria e sopratutto se gustato con rispetto, ecco quindi che se estrapoliamo ciascuno di questi valori e lo trasliamo nell’idea che dovrebbe essere la cultura, allora avremo un esatta rappresentazione di cosa serva ad essere persone davvero libere. Gli ingredienti migliori per fare cultura sono, come di fatto indirettamente detto nel capoverso precedente, le fonti da cui attingiamo quotidianamente per essere informati, ma anche la voglia di essere plurali nell’informazione, perchè, come dico sempre a mia figlia di 5 anni, non esiste una sola verità, piuttosto esistono varie interpretazioni di verità sta a noi cercare di scinderne da ciascuna di esse quegli elementi per cui poi un giorno potremo avere una nostra visione della conoscenza ed essere in un discorso portatori sani di una nostra opinione. Non voglio sembrare ai miei lettori troppo audace nello scrivere queste cose ma la verità è che oggi siamo circondati da troppa insipienza, e spesso rischiamo di perdere il contatto con la realtà di quei valori da cui proveniamo, quante volte assistiamo da spettatori imperturbabili al decadimento morale della società in cui viviamo? Quante volte impassibili accettiamo il corso di eventi che segnano il crollo di certi valori un tempo imprescindibili? Fateci caso ma questa società, ormai accellera quotidianamente sulla diffusione di nuovi modelli, ciò che fino a ieri era dogma del vivere civile, il giorno dopo diventa anacronistico, chi prova a far riemergere nelle menti confuse una coscienza, viene epitetato come disturbatore della modernità, che lotta per difendere le tradizioni come un anacronistico romantico, e in tutto questo fare, i danni non li subiscono le generazioni attuali ma quelle future, sempre più vittime innocenti della nostra insipienza. Se riuscirò con questo libro a accendere in ciascuno di voi un minimo di coscienza, rinnovando la vostra voglia di conoscenza, sarò ben felice di questo, perché questo significherà che c’è ancora speranza, che questo nostro mondo non è come credono in molti sempre più, un odissea di zombie senza alcuna personalità. Sono cresciuto con insegnanti che al liceo mi ripetevano sempre, “se davvero vuoi essere padrone della tua vita, agisci pensando sempre alle conseguenze del tuo agire, non essere solo istintivo nell’agire ma ragiona e capisci, la vita la puoi vivere in due modi diversi”, e qui credo che ciò che mi dissero subito dopo lo estrassero da una farse di KANDINSKI, “ nel primo restando nelle nostre case osservando il mondo di fuori, da dietro una finestra, nel secondo invece aprendo la porta di casa e vivendolo direttamente”. Io ho scelto la seconda strada, non vi nego che le difficoltà che ho avuto siano state enormi, ma quando poi mi ritrovo nel mezzo di una discussione con altre persone di pari levatura, il sapere mi rende fiero perché quel sapere crea le condizioni per cui quella discussione non sia solamente uno scambio di ovvietà tra individui, ma al più un vero e proprio simposio di culture diverse dalle quali ogni argomento presuppone una crescita di tutti gli interlocutori presenti. Questo mio amore per la conoscenza credo di averlo già rappresentato nel primo libro, questa volta invece farò il percorso opposto, senza presunzione proverò a raccogliere la conoscenza e a diffonderla portando a voi miei cari lettori una visione che spero sia il più possibile a 360 gradi senza peccati di prosopopeica saccenza.