Mario Draghi il cambio di passo finalmente c’è

Mario Draghi, con la nomina del Generale Figliuolo in sostituzione del commissario Arcuri, e contestualmente quella di Curcio al posto di Borrelli alla Protezione Civile, ha dato una ferma risposta a chi chiedeva un cambiamento di fatto – Matteo Salvini – e un cambio di passo – Matteo Renzi -. Nomine che avvengono sia in concomitanza di una crescita dei casi da covid-19 che, anche nelle parole di Bassetti e Bertolaso fa presagire una terza ondata sarà molto intensa, sia a poche ore dalla notizia per cui nel nostro paese non sono state utilizzate circa due milioni di dosi di vaccini. Quest’ultimo dato racconta di una serie di inefficienze per le quali con molta probabilità, le responsabilità, come meglio spiegato più avanti, sono da ricercare tra la lentezza nella distribuzione capillare, le Regioni che hanno predisposto i propri piani vaccinali, e lo Stato assente come funzione di regia centrale.

Mario Draghi: La nomina del Gen Figliuolo e del Dott Curcio

La nomina di entrambi segue, in una catena temporale definita, le dichiarazioni rese da Mario Draghi al suo primo summit europeo da premier incaricato. In tale contesto istituzionale, Draghi ha subito evidenziato le inefficienze palesate dall’Europa nella gestione dei vaccini , e altrettanto tempestivamente ha avanzato proposte concrete e risolute che per lo meno hanno prodotto una nuova attenzione dai principali leader europei sul tema.

Draghi ha immediatamente chiarito come debba essere primario obiettivo per l’Europa sia aprire alla possibilità di reperire vaccini su mercati extra UE (l’inkiesta 26-02-2021) necessari per ottenere una copertura vaccinale più radicata, sia iniziare a produrli internamente, sia rivedere i contratti che sono stati siglati e che non vengono rispettati, iniziando a dare prova di autorevolezza.

Parole che stamane si sono concretizzate in fatti con la decisione del governo italiano che ha stoppato l’esportazione verso l’Australia di 250000 dosi del vaccino AstraZeneca prodotte nel sito italiano di Anagni (ilsole24ore).

Un’azione che ridà centralità all’Europa sul tema vaccini, confermando nei fatti, la giustezza delle critiche avanzate da Draghi all’Europa stessa sui contratti siglati con le aziende farmaceutiche, Europa che anzi non ha mosso alcuna obiezione alla decisione italiana (ilsole24ore).

Con lo stesso principio va letta la nomina del generale Figliuolo, il quale come primo atto ufficiale ha chiesto un incontro con tutte le Regioni nel quale il tema sarà proprio la centralità dello stato nell’organizzazione di vaccinazioni che si è raccomandato dovranno essere più celeri. Tale raccomandazione segue l’annuncio con cui l’esercito oltre a fornire supporto logistico fornirà anche 500 medici e 8- 900 infermieri su tutto il territorio Nazionale.

Mario Draghi: Il tema delle Regioni

La questione delle Regioni va vista all’interno dei 21 piani messi in atto da ciascuna di esse (ilGiornale 24 febb us) che nei fatti ha prodotto vere differenze abnormi tra tutte quante, sia sulla gestione dei vaccini, sia nei ritardi per le vaccinazioni.

Le difformità enormi tra le Regioni, alcune più avanti nei numeri, ed ora costrette a rallentare, altre più indietro, con le conferma di un milione e 600 mila di dosi, come riportato dal giornale la stampa, che non sono state inoculate, e di fatto ferme nelle celle frigorifere di conservazione, sono una questione estremamente delicata da affrontare.

Una situazione cosi delicata che partendo da quella che è la situazione in Italia, Mario Draghi ha deciso di affrontare sostituendo il commissario Arcuri con una figura militare di enorme esperienza nella gestione logistica delle risorse.

Tale sostituzione va letta con aderenza alle esperienze effettive, per le quali il Generale Figliuolo, oltre ad avere tre Lauree, di cui una in Scienze Strategiche e Master di 2° livello all’Università di Torino, è stato in piena pandemia coordinatore del programma di rientro nel nostro paese dei cittadini Italiani rimasti bloccati a Wuhan nella prima ondata.

La sua esperienza sul campo è la risposta più immediata che si poteva fornire a chi chiedeva un cambio di passo per la mancata regia centrale dello stato sulla questione dei Vaccini, un cambio che dalle notizie riportate sembrerebbe esserci.

Mario Draghi: Le parole di Vaia sul tema vaccini

A chiudere le parole del Prof Francesco Vaia, Responsabile dello Spallanzani di Roma, che senza alcun indugio è intervenuto con una serie di dichiarazioni che, per quanto successive alla dichiarazioni di Draghi sui vaccini fatte in Europa, arrivano a dare sostegno a esse se non a confermarle:

Cosa dobbiamo fare? Senza distrazioni, andare dritti all’obiettivo – ha detto – approvvigionarsi di più dosi possibili di vaccino, far rispettare i contratti in sede europea con le aziende farmaceutiche. In una fase di emergenza, superare il brevetto e concedere ad esempio alle industrie Italiane di poter produrre tanti vaccini”. L’importante in questo momento, ha poi concluso, é “superare la logica geopolitica. Se un vaccino è sicuro ed efficace noi dobbiamo acquisirlo, indipendentemente se si tratta di un’azienda europea o meno”.

In conclusione ciò che traspare dalla nomina dei commissari alle parole di draghi e di vaia, finanche alla richiesta di maggiore celerità del generale Figliuolo, sino ad ora, è che dinanzi a una terza ondata, il governo Draghi ha indirizzato la propria azione provando a farsi trovare pronto nel migliore dei modi possibili con le risorse- Esercito e Protezione Civile in aggiunta a quante già operative – e i mezzi a disposizione.

Pubblicato da

RodolfoTrinchi

Mi emozionano le cose belle della vita, come tornare a casa e trovare mia figlia di due anni sulla porta di casa ad attendermi e accogliermi con il suo sorriso e la sua vocina che mi urla papà!!!!! Ma allo stesso mi emoziono al pari nel sentire mia figlia grande leggere in inglese alla sola età di 4 anni, o vedere mia moglie prendersi cura di entrambe con grande amore. le emozioni che mi vengono dalla mia vita personale sono il motore pulsante con cui affronto il lavoro, un energia inesauribile che alimenta la mia passione per questo lavoro.

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