A CHI CREDERE?

A chi credere?

Ciò che piu di tutto lascerà questa pandemia, è la conoscenza di un mondo, quello dei virologi, per lo più sconosciuto prima d’ora, dove la scienza figlia di anni di studio ha lasciato il campo alla visibilità televisiva e al protagonismo dei virologi stessi, con non sempre egregi e lusinghieri risultati.

In questa pandemia abbiamo avuto visione di due modi opposti di fare scienza!

Uno serio e concreto fatto di medici e oss che hanno lottato per salvare vite, e in alcuni casi essi stessi sono venuti a mancare!

L’altro di pseudo professoroni in cerca di visibilità che alternavano dichiarazioni assurde sulla paragonabilità del virus a una normale influenza, a altre nelle quali persino ne negavano la concausa delle morti.

A chi credere?

Volete credere a chi negava la realtà, o iniziare a credere a chi la raccontava con fare serio, razionale ricco di equilibrio e buon senso?

Ecco, quando andate appresso a quelli che negano le morti, o sminuiscono le scelte del governo di chiudere tutto per limitare il contagio, sappiate che:

Date credito a gente che a marzo postava sui social interventi nei quali invitava turisti a venire a roma;

Condividete notizie di persone che dicevano che non esisteva il virus;

Date ascolto a chi fino a pochi giorni fa invitava la massa a scendere in piazza per protestare violando le regole di assembramento e distanziamento.

Quando pensate che queste persone siano degne della vostra ammirazione, e per essa della vostra condivisione, provate a riflettere se davvero, avendo avuto tra parenti e amici persone venute a mancare, ne avreste condiviso l’opinione o il pensiero.

Quando in voi nasce il ragionevole dubbio sulla attendibilità di certe improvvie dichiarazioni, meditate se dietro a esse non si nascondano ben altre intenzioni che quelle di voler davvero aiutare questo paese a risorgere.

Lo dico perche in tutta franchezza ho avuto amici che hanno avuto il contagio, non a marzo quando probabilmente era in una fase apicale, ma più recentemente e solo per questo ad oggi meno aggressivo.

Non credete a chi vi dice che le precauzioni sin qui adottate non sono servite a nulla!

Non date credito a chi a febbraio negava le morti da covid19 e sminuiva l’importanza delle mascherine!

M sopratutto avendo al possibilità di farlo, prima di condividere dichiarazioni ad effetto verificate chi è la persona che le fa, perché molto spesso la sua attendibilità non è così solida come si vorrebbe far credere!

Fortunatamente in italia abbiamo avuto – sopratutto grazie alle misure di lockdown previste dal governo – in quelle regioni che potenzialmente avrebbero potuto subire contagi clamorosi, numeri contenuti.

Quando dovete decidere a chi credere, affidatevi a chi il problema lo conosce perché lo ha gestito in modo diretto, invece di cercare su siti, il cui nome dovrebbe farvi dubitare della attendibilità delle notizie che contiene, affidatevi a fonti ufficiali, perché almeno in italia esse hanno raccolto numeri e informazioni verificate e attendibili.

Se avete ancora dubbi e cercate risposte, sappiate che il sito del ministero della salute ha aperto una pagina veramente ben fatta dove trovate ogni risposta sempre aggiornata http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?id=228 .

Se invece volete conoscere i numeri reali del contagio nel mondo potete rivolgervi, sia al sito indicato sopra sia, a quello del WHO il cui link vi indico a seguire: https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports.

A seguire una sfilza d dichiarazioni che lette oggi fanno rabbrividire e che dette allora invece avrebbero dovuto far riflettere, o in alcuni casi fatte successivamente che dimostrano la natura umana anche dei medici:

Dott.ssa Gismondo:  “Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale.” ……. poche settimane dopo “C’è timore di fronte a quello che prima non ci preoccupava e che io e altri virologi  dicevamo sarebbe stato poco più grave di un’influenza”.

Recente Prof Galli: “Siamo stati presi alle spalle. Io per primo il 20 febbraio mi stavo convincendo che l’avessimo scampata…….

…… ma non è stato così, perché in realtà attorno al 25 di gennaio, dai calcoli che abbiamo fatto, il virus è entrato dalla Germania del tutto inavvertitamente nella zona del Lodigiano e ha potuto fare quello che ha voluto per almeno quattro settimane……..

……… spargendosi ovunque in quella zona, ma anche in Veneto e in altre aree della Lombardia, creando l’epidemia così che conosciamo.

E quello che vediamo ancora oggi, vi ricordo, cioè la maggior parte dei casi che vengono registrati, tutti in persone con una sintomatologia significativa, è il risultato di un qualcosa che avvenuto prima delle misure restrittive….

Il risultato di queste ultime ci metterà ancora del tempo per essere evidente”.

Concludo con l’unica intervista seria nella quale la virologa Ilaria Capua ammoniva sulla gravità di questa pandemia già da inizio anno.

Lo faccio sperando che la prossima volta tutti impariate a verificare le fonti a cui attingete le vs informazioni, ma sopratutto per l’immediato, smettiate di fare i cretini e continuiate a comportarVi con serietà e rigore.

per favore non smettete di seguire le indicazioni circa distanziamento sociale, mascherine e precauzioni varie chieste dal ministero e governo.

Ecco l’intervista: https://www.fanpage.it/attualita/coronavirus-parla-la-virologa-ilaria-capua-questa-epidemia-ci-costera-tantissimo/

Buon proseguimento a tutti, e comunque per rispondere alla domanda del post, beh io scelgo di credere a chi usa equilibrio e buon senso!

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Nell'oceano di professoroni in cerca di visibilità porsi questa domanda è un fatto di civiltà e di buon senso!
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RodolfoTrinchi

Mi emozionano le cose belle della vita, come tornare a casa e trovare mia figlia di due anni sulla porta di casa ad attendermi e accogliermi con il suo sorriso e la sua vocina che mi urla papà!!!!! Ma allo stesso mi emoziono al pari nel sentire mia figlia grande leggere in inglese alla sola età di 4 anni, o vedere mia moglie prendersi cura di entrambe con grande amore. le emozioni che mi vengono dalla mia vita personale sono il motore pulsante con cui affronto il lavoro, un energia inesauribile che alimenta la mia passione per questo lavoro.

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