PENSIERI SPROFONDI

Oggi voglio fare esercizio mentale di cultura essenziale, mentale perché il pensiero vivo è quello che non smette di rigenerarsi ed essenziale perché la cultura oggi ha perso molta essenzialità e sovente gli strumenti che un tempo la componevano, vengono rappresentati come obsoleti e inutili in un tempo in cui la comunicazione è social che non vuol dire sociale.

Si è sociali quando in modo solidale si condividono esperienze e opinioni in un contesto reso vivo e vitale dal dialogo e dal confronto visivo, perché ciò che si presenta come forma distaccata e fredda non è ne mai sarà sociale.

Per questo motivo un libro un giornale un diario non possono passare come anacronistici, ma anzi andrebbero ancor più valorizzati da chi fa comunicazione invitando la gente a usarli come si deve, e non come ripiani o panni per pulire i mobili.

Mi piace pensare al mondo in cui vivo, in modo globale dove i confini non esistono tanto quanto le razze, eppure nel 2020 ancora se ne parla tanto degli uni quanto delle altre, come se le guerre distruttive non fossero bastate nel secolo scorso, come si gli orrori dell’animo umano fossero di nuovo una moda da seguire. Rileggo primo levi e inorridisco non soltanto nel pensare a ciò che è stato ma sopratutto nel rivedere che stia tornando con i stessi simboli – svastiche e croci celtiche – e sopratutto con gli stessi discorsi nei giovani impregnati della benzina dell’odio razziale.

“Ricordate se questo è un uomo che vive o muore per un si o un no!” Parole che non possono passare in sordina, che dovrebbe essere inaudito il sol pensare di dimenticarle, eppur parole vane nelle coscienze di giovani ma sopratutto nella formazione culturale dei loro altrettanto giovani genitori.

La luce si è spenta ancorché 25 anni fa si volle far passare il messaggio negletto del facilitare la vita vendendo la propria immagine allo show business, non più uomini e donne ma utenti del mercato dell’apparire sapendo che nell’idea di immagine telegenica c’era anche e sopratutto la rinuncia alle idee e alle opinioni a fronte di potenziali facili guadagni con la vendita del proprio io televisivo. “Se vuoi avere successo hai due possibilità o sposi una persona ricca o vai in tv!” Con questo pensiero orde di ragazzi e ragazzine hanno svenduto al diavolo televisivo le proprie personalità ed oggi che sono genitori si ritrovano privi di basi etiche e culturali con cui dare i giusti insegnamenti ai loro figli cresciuti a loro volta senza valori e per ciò pronti per i capibranco di turno, essere arruolati da ideologie pericolose.

Nei miei anni di adolescente ho vissuto il dualismo destra e sinistra nei cortei studenteschi, nelle occupazioni scolastiche, eppure in quel clima di profonda contrapposizione c’era rispetto verso gli altri, c’erano anche scontri ma la presa di distanza dai totalitarismi della storia del 900 era per entrambi fattore imprescindibile. La destra di allora relegava l’estrema destra a un onta del proprio passato, tant’è che la nuova destra provava a scrollarsi di dosso il suo legame con i fasci mussoliniani del msi.

Dinanzi all’orrore dell’Olocausto nessuno a destra o a sinistra si permetteva di parlarne senza sottolinearne la mostruosità, l’orrore e lo sterminio di persone innocenti, tutti lo rappresentavano con orrore e disprezzo. Per questo trovo inaccettabile che dei bambini di 11 anni rivolgendosi a un loro compagno di classe ebreo mortificandolo lo abbiano aggredito dicendogli: quando saremo grandi riapriremo i forni e ti ci bruceremo dentro!

Non riesco a capacitarmene, come si può permettere che un figlio cresca con questi valori come si può pensare che abbia queste ideologie?

Pensieri sprofondi terminano qui ma se capiterà di vedere qualcuno che farà violenza di un individuo più debole beh l’unica cosa che posso dirvi cari amici è:

SMETTETE DI FARE GLI SPETTATORI, DIVENTATE TESTIMONI!

Pubblicato da

RodolfoTrinchi

Mi emozionano le cose belle della vita, come tornare a casa e trovare mia figlia di due anni sulla porta di casa ad attendermi e accogliermi con il suo sorriso e la sua vocina che mi urla papà!!!!! Ma allo stesso mi emoziono al pari nel sentire mia figlia grande leggere in inglese alla sola età di 4 anni, o vedere mia moglie prendersi cura di entrambe con grande amore. le emozioni che mi vengono dalla mia vita personale sono il motore pulsante con cui affronto il lavoro, un energia inesauribile che alimenta la mia passione per questo lavoro.

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